L'essenza gotica del wedding

Amore struggente che supera la morte, bene e male che si fondono e confondono in uno stesso destino, luci, ombre, sentimenti viscerali prima che spirituali. Il "Dracula” di Bram Stoker è un'osanna all'estetica neogotica. La pellicola proietta nella giostra verticale delle passioni, le tinte forti ipnotizzano i sensi, facendo perdere l'orientamento. Sembrerebbe tutto così lontano dal mondo dei matrimoni, che richiama piuttosto atmosfere neoclassiche di armonie, equilibri e proporzioni: una tensione al bello dunque, piuttosto che al sublime.

Eppure... Eppure può accadere di incontrare la "sposa gotica".

Nella mia esperienza di w.p. ho individuato tre categorie di spose: la sposa classica, la sposa postmoderna e la sposa gotica. Delle tre l’ultima è di certo la più rara. Forte personalità, ben celata sotto la maschera di cucciolo da proteggere, sguardo magnetico, scrutatore, coinvolgente ma sempre distante. La donna gotica esercita un forte fascino su chi la circonda per i suoi chiaroscuri e per la sua inafferrabilità: il suo futuro sposo farebbe tutto per lei e come un cavaliere medievale promette di prendersi cura di lei e di proteggerla fino alla morte. Lavorare con una sposa gotica non è semplice: sfuggente e al tempo stesso determinata, a tratti capricciosa, ha l'ultima parola su tutto. Priva di mezzi termini, non ammette errori. Organizzare il suo matrimonio è camminare in equilibrio su un filo sospeso. Animata dalle emozioni, vorrebbe che il suo giorno ne fosse un concentrato e quindi la regia deve essere studiata e voluta in ogni minimo dettaglio. Predilige la cerimonia pomeridiana, che già solo nel passaggio di luce regala un nuovo scenario, oltre ad essere congeniale alla sua natura. La musica diviene attrice protagonista, la forma musicale e i brani interpretati non vengono mai lasciati al caso in un'escalation di energia. Ed infine ci sono le decorazioni. Esteta per natura, la sposa gotica chiede un allestimento che le tolga il fiato. Non vuole il bello, pretende il sublime. Allora non solo fiori ma fuoco, luci, ombre, colori forti e spesso anche scuri. Stupire, sospendere tutti in quel frammento di attimo in cui battito e respiro perdono sincronia perché distratti dai sensi. E dopo lo stupore il desiderio di immortalare quel momento in uno scatto. Ma ciò che resterà sarà solo un'immagine. Perché quell'emozione è come un vampiro che nessuna fotografia potrà mai catturare.

 

 

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11 maggio 2017

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Mara

 

Con oltre 400 matrimoni organizzati, Mara è Wedding Planner da 13 anni e fianco a fianco con partners e professionisti innamorati del proprio lavoro: l’idea creativa, il budget, il progetto, dettagli, precisione, affidabilità.

 


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